.
Annunci online

 
MargheritaVV 
il blog di Giovanni Russo
<%if foto<>"0" then%>
 
  Ultime cose
Il mio profilo
  Feed RSS di questo blog Rss 2.0
Feed ATOM di questo blog Atom
  Formazione politica
Pina Picierno
Quarta Fase
Federico Manzoni
Marco Follini
Franco Bruno
Nicodemo
La Base
Filippo Valia
Veltroni
Enrico Letta
PD Calabria
Margherita
Margherita di Calabria
I Popolari
Ulivo
Luca Rizzo Nervo
Comune di Vibo Valentia
Settanta
Regione Calabria
Consiglio Regionale Calabria
Legge Regionale Urbanistica
Matteomacchia
Le Formiche
Il Riformista
Tracce
30 Giorni
  cerca

Sign by Danasoft -Layouts and Images









































Agisci in modo da considerare l'umanità,

sia nella tua persona, sia nella persona di

ogni altro, sempre anche come scopo

e mai come semplice mezzo.


(Immanuel Kant)

















Non esiste vento favorevole
per il marinaio che non
sa dove andare.(Seneca)













 







Disapprovo ciò che dici,
ma difenderò alla morte
il tuo diritto di dirlo. (Voltaire)

















La grandezza dell'uomo si misura
 in base a quel che cerca e all'insistenza
con cui egli resta alla ricerca.(Heidegger)





















 

Diario |
 
Diario
1visite.

29 dicembre 2008

AUGURIIIIII



a tutti




permalink | inviato da Giongio il 29/12/2008 alle 17:49 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

8 novembre 2008

Una vita da precario:unica arma l'ironia

ROMA - Daniele lavora da precario in un'emittente televisiva che, dietro una facciata brillante e seduttiva, nasconde una quotidianità grigia e meschina. Guadagna poco più di novecento euro al mese e non ha futuro. Affetto da una fobia ossessiva per la polvere e per ogni tipo di sporcizia, fa la doccia più volte al giorno e passa il tempo a pulire i tasti dei computer.
Mentre l'Azienda, come lui chiama quella tv che vende illusioni e spazzatura, risparmia sulle tasse proprio grazie alla sua forma di disturbo psicosomatico.

E' la storia raccontata da Giuseppe Carlotti, già autore di Klito, in Non sono un bamboccione, uscito per Fazi in questi giorni in libreria. Una trama amara che sa fin troppo di realtà e che si traduce in un'istantanea della cinica Italia del momento. E' Daniele a fare il bilancio della propria esistenza e a spostare lo sguardo sul Paese. E quello che vede non gli piace. Perché, se nel suo posto di lavoro che sa di celluloide e di falsità, la vita è assai grama, fuori da quel microcosmo dove inutilmente lotta contro i colleghi e contro il capo, le cose non vanno certo meglio. Lui vive ancora con sua madre, ma la famiglia non consola; lei lo costringe a pagare le bollette per potersi permettere di giocare a bridge, mentre suo padre, dopo il divorzio, tira a campare in un monolocale di periferia.

Non sono un bamboccione è una satira feroce della nostra società, egoista e affollata di maschere grottesche. E un ritratto della precarietà ai giorni nostri. Una precarietà non solo professionale, ma anche umana che, inevitabilmente, produce rabbia e rivolta. Un'energia distruttiva che Daniele, per fortuna, trasforma in ironia. L'unico antidoto possibile.


Mobbing e precariato. Carlotti, perché un romanzo così?
"Essere un lavoratore precario implica quasi sempre il fenomeno del mobbing. I capi ufficio, i capi reparto, i cosiddetti manager, infatti, coprono di continue vessazioni i lavoratori, sotto la minaccia del non rinnovo del contratto. Parlo della richiesta di svolgere mansioni umilianti, di favori che spesso (specie per le donne) sconfinano nel privato, di orari di lavoro che si allungano a dismisura, di attrezzature fatiscenti e di uffici insalubri. Io stesso ho dovuto subire più di una volta minacce e pressioni psicologiche. E' un fenomeno che non esiterei a definire fisiologico e certamente odioso, del quale si parla molto, ma sul quale non si agisce. Inoltre, in Italia, si continua a confondere il precariato con la flessibilità, mentre sono due concetti profondamente differenti".

Daniele Sandroni, il protagonista del suo libro, ha trent'anni ma vive ancora con sua madre e soffre di una fobia ossessiva. E' un giovane come tanti altri o è veramente solo un "bamboccione"?
"Spiace dirlo, ma è un trentenne come me e come tanti altri. La mia generazione, infatti, è stata consapevolmente sacrificata dalla classe politica e oggi è di fatto tagliata fuori dalla possibilità di un lavoro stabile, di una casa di proprietà, della possibilità di creare una famiglia, persino di ricevere una pensione. Siamo tutti ancora a casa con mamma e papà perché, sebbene tutti stra-laureati, percepiamo stipendi da novecento euro al mese.

Del resto i cosiddetti "mutui per i giovani" (niente altro che un bluff) prevedono che la rata mensile non debba superare un terzo del proprio stipendio. Quindi, potendo pagare una rata da 300 euro al mese, si ottiene un mutuo al massimo di 70.000 euro. E in una città come Roma, si sa, con 70.000 euro, non si compra nemmeno un garage in estrema periferia".

L'Italia che lei descrive è cinica e indifferente. Come si sopravvive in un paese così?
"Il mondo intero è cinico e indifferente: credo sia una conseguenza della ricerca del profitto a tutti i costi. E i risultati morali, economici ed ambientali di questo modello economico penso siano sotto gli occhi di tutti. Ma in Italia è tutto accentuato, perché in questo paese più che altrove sopravvivono baronati, caste intoccabili, corporazioni, usi e costumi che non esiterei a definire mafiosi. Sì, l'Italia è un paese d'impostazione mafiosa. E i giovani, che potrebbero salvarlo, sono spesso rinchiusi nei call center a ripetere ossessivamente "Salve, sono Daniele, come posso rendermi utile?". Intanto, il nostro Parlamento è frequentato perfino da individui spesso pluricondannati, che magari non conoscono una sola parola della lingua inglese, che confondono il Darfur con il Fast Food, oppure che non ricordano in che anno sia caduto il muro di Berlino. No, non si sopravvive in questo paese. Fa benissimo Saviano a pensare di andarsene via, anche perché, al di là, delle sterili parole, la percezione generale é che nessuno -di fatto- sarebbe in grado di proteggerlo dalla camorra".




permalink | inviato da Giongio il 8/11/2008 alle 9:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

28 ottobre 2008

Ospedale di Vibo Valentia

Si è abbattuto un nuovo tornado sull'ospedale di Vibo Valentia. 33 avvisi di garanzia sono significativi. In momenti così difficili, bisogna avere la capacità di non fare di tutta l'erba un fascio, perchè nell'ospedale vibonese ci sono delle eccellenze che oggi però vengono offuscate dalle malefatte della politica e da chi è primario senza meritarlo e da chi anzichè fare il medico si dedica ad altro.
Vibo e i vibonesi meritano una sanità diversa. Ci sia la volontà di ripartire dalle eccellenze esistenti.




permalink | inviato da Giongio il 28/10/2008 alle 19:45 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

19 ottobre 2008

............

E' un periodo duro, la politica non riesce più a dare risposte serie. La gente si vende al primo offerente. Grande confusione, tanta gente mediocre.
Io comunque continuo ad essere sicuro che un futuro possiamo averlo in Calabria




permalink | inviato da Giongio il 19/10/2008 alle 23:55 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

19 settembre 2008

“Italia ancora senza meritocrazia”


i giovani bocciano il governo

Il 66 per cento dei neolaureati e laureandi crede che l’azione dell'attuale forza governativa non avrà effetti positivi sui propri orizzonti di vita. Troppe barriere alla meritocrazia e poche agevolazioni per accedere al credito, farsi una famiglia e avere dei figli. I risultati dell’indagine di Confcommercio. TABELLA: poca fiducia dai giovani
Non pensano che le cose andranno meglio. Anche perché quello che sta facendo il governo difficilmente favorirà le loro prospettive in termini di lavoro e vita privata. I giovani, laureati e laureandi, non hanno fiducia nelle iniziative delle forze governative e chiedono di più. Molto di più. Chiedono soprattutto strumenti che riconoscano adeguatamente il merito sia in ambito universitario che nel lavoro. Chiedono agevolazioni per farsi una famiglia e avere dei figli. Chiedono di potere avere accesso al credito con maggiore facilità per pagare mutuo e studi.
A sottolineare le critiche dei giovani al sistema Italia è l’indagine presentata oggi a Venezia, durante il workshop “L’emergenza educativa” organizzato dai Giovani imprenditori di Confcommercio. La ricerca - realizzata da Confcommerico, insieme a Format, Istituto Piepoli e esperti del Politecnico di Milano e dell’Università di Urbino - ha indagato le relazioni che corrono tra formazione, talenti e classe dirigente. E come le aspettative dei giovani si incontrano, e si scontrano, con la meritocrazia e il mondo del lavoro.
Nel dettaglio, due terzi dei lauderandi e neolaureati non crede che le politiche messe in campo dal governo guidato da Silvio Berlusconi avranno un impatto positivo sul loro futuro (vedi tabella). Solo il 9 per cento nutre massima fiducia. Per i giovani quindi poche sono le prospettive. Una conferma viene anche da un altro dato dell'indagine che mostra come il 61 per cento di loro pensa che vivere e studiare in Italia non favorisce i progetti di vita e di lavoro.
Ma cosa pensano che sia invece necessario fare? La gran parte (il 73,5 per cento) dei ragazzi e delle ragazze pensano che siano urgenti azioni per favorire davvero, sia all'università sia al lavoro, il merito e le capacità di intraprendenza individuali. Pensano sia necessario introdurre efficaci misure che favoriscano la costruzione di una famiglia senza dover attendere troppi anni. Anche per questo sono necessarie, al più presto, agevolazioni per accedere al credito.
I giovani, dicono gli autori dell’indagine, sanno già che dovranno rinunciare a molte cose pur di avere un percorso professionale dignitoso. Molti sono pronti a lasciare il posto dove sono cresciuti, a rinviare il compimento delle relazioni affettive e posporre l’età in cui diventare padri e madri. Ma anche questo non sempre può bastare. Anche perché davanti a loro si apre lo scenario di responsabili d’azienda che si dichiarano meritocratici e pronti ad assumere i più bravi ma poi, alla resa dei conti, non lo fanno. Perché, a dire di oltre la metà di loro, la meritocrazia è un “fattore meno soddisfacente e il processo di selezione adottato resta quello della conoscenza diretta o della segnalazione da parte di conoscenti”.
Quanto alle aspettative occupazionali, i giovani mantengono, ad ogni modo, un moderato ottimismo. Quasi sette su dieci pensano di potere trovare lavoro a un anno dalla laurea. Non sempre si tratterà del lavoro preferito. Solo il 54 per cento pensa che svolgerà la professione desiderata. D’altro canto però, quattro su dieci pensano che quello stesso mestiere gli permetterà di fare carriera.
Per uscire da questa condizione critica, e fare tornare l’Italia ad essere competitiva e crescere, per Paolo Galimberti presidente dei Giovani imprenditori di Confcommerico è necessario "qualificare il sistema dell'istruzione allineandolo agli standard europei”, ripensare “la formazione superiore che oggi ancora soffre di un'impostazione legata a modelli industriali ormai sorpassati”, eliminare le “barriere al sistema meritocratico che ingessano il mercato del lavoro” ed infine “favorire politiche attive che supportino e accompagnino la nascita e il consolidamento di nuove imprese con un sistema di tutoraggio e di accompagnamento, anche con il coinvolgimento delle università”.




permalink | inviato da Giongio il 19/9/2008 alle 21:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

15 settembre 2008

Che pacco!!!!

                                   


Una gran bella campagna acquisti, fatta di giovane promesse del calcio mondiale, stà consentendo al Milan di guidare la classifica. Peccato che da sotto però...........




permalink | inviato da Giongio il 15/9/2008 alle 8:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa

7 settembre 2008

AMBIENTE

 Ecco le 10 regole dell'eco-sesso
ROMA - "Fate l'amore non inquinate la Terra". Potrebbe essere questo lo slogan per lanciare la nuova campagna ecologica pensata dalla sezione messicana di Greenpeace: dieci regole da seguire anche tra le lenzuola per non inquinare l'ambiente. Se siete tra i sostenitori della raccolta differenziata, se andate a fare la spesa direttamente dal contadino - e non solo la domenica - se preferite andare a lavoro in bici piuttosto che con l'auto, da oggi potrete contribuire a salvare il pianeta anche semplicemente stando abbracciati al vostro partner in camera da letto.

Il decalogo. Per invogliare i messicani - ma non solo - a diventare un po' più ecologici e un po' meno spreconi, Greenpeace ha stilato una lista di dieci regole da seguire per essere ecologici anche mentre si fa l'amore. E' già da qualche tempo infatti che l'industria dei cosiddetti "sex toys" ha capito quale rischio si corre utilizzando prodotti in pvc durante i giochi intimi e ha corretto il tiro. Addirittura l'industria pornografica sta iniziando a fare qualche sforzo - si legge sul sito messicano dell'associazione - per aiutare l'ambiente, sottoscrivendo delle donazioni per sostenere campagne ambientaliste. Sono solo alcuni segnali, ma sembra che anche il sesso stia diventando sempre più "verde".

Prima regola: spegni la luce. Quando la sera torni a casa stanco dal lavoro e la tua compagna non è ancora rientrata, non accendere la luce, consumeresti inutilmente energia elettrica. E' molto più romantico, propedeutico all'amore ed ecologico cenare a luce di candela. "L'energia pulita e rinnovabile è più economica - spiega Greenpeace - se riduci il consumo di energia diminuirai le emissioni di gas. Dalla camera da letto può iniziare la rivoluzione energetica". Per rispettare a dovere la regola numero uno, bisogna acquistare candele di cera d'api e paraffina, non quelle a base di petrolio.


Frutto della passione, non ogm. E' vero, certa frutta è afrodisiaca. Sopratutto fragole, mirtilli e more, lamponi e ciliege. Per accendere il fuoco della passione però bisogna assicurarsi che la frutta che si offre al proprio partner non sia transgenica o trattata con pesticidi. In più, se si va a fare la spesa direttamente da un produttore, risparmiando, si potranno portare in camera da letto prodotti freschi e più gustosi.

Amori al mare. Chi non ha mai sognato una serata al chiaro di luna a ostriche e champagne in riva al mare? Una cena a base di pesce è un ottimo afrodisiaco. Ma i nostri mari soffrono a causa della pesca intensiva. Meglio appoggiare progetti sostenibili di comunità che vendono prodotti biodegradabili, come oli o saponi profumati, che accendono la passione. In più le ostriche sono bioindicatori delle condizioni delle acque, perché accumulano inquinamento. Quindi, se proprio hai deciso per una cena a base di molluschi, devi verificare che provengano da mari puliti e non dalle acque delle grandi città costiere".

Schiavo d'amore, non del petrolio. "Se ti piacciono le emozioni forti, forse qualche volta avrai provato qualche oggetto, vestito o accessorio di policloruro di vinile, meglio conosciuto come pvc o semplicemente vinile. Il pvc genera diossina e furani. Molti Paesi hanno proibito l'uso di questo materiale per i giocattoli dei bambini. Il pvc di vestiti e "sex toys" si dovrebbe proibire, perché è composto da cloro e altre sostanze considerate cangerogene. In più è un derivato del petrolio. Al posto di questo materiale si possono comprare oggetti in caucciù, pelle o lattice.

La doccia si fa in due. Un modo "sensuale" di risparmiare acqua è fare la doccia insieme. E stare attenti a non inquinare non è mai stato tanto erotico. "Ricorda che più di 500 milioni di persone non hanno accesso all'acqua pulita e corrente. Per quelle persone quello che tu fai tutti i giorni è un lusso. E se è davvero un lusso, devi condividerlo con il tuo compagno".

Letto sostenibile. Il letto che condividi col tuo compagno di certo è comodo e confortevole. Ma da dove proviene il legno con il quale è stato realizzato? "Assicurati che la struttura del tuo letto abbia la certificazione dell'FSC (Forest Stewardship Council) una ong internazionale che rilascia un marchio ecologico per identificare i prodotti contenenti legno ottenuto da foreste gestite secondo criteri di ecosostenibilità", consigliano da Greenpeace.

La decima regola. Fate l'amore non fate la guerra.




permalink | inviato da Giongio il 7/9/2008 alle 12:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

6 settembre 2008

DOVE SEI PD??

Ormai il PD rischia seriamente di essere non più la somma tra ex DS ed ex DL , ma tra correnti veramente nuove nate dall'unione di diverse anime dei vecchi partiti.
Credo proprio che sia necessario, anzi urgente, un congresso vero, che sancisca una maggioranza e una minoranza con la pace dei sensi di tutti. Solo così si ritornerà a fare politica e non a fare iniziative singole, distinte, di nicchia.
Il PD aveva alla sua nascita un compito diverso di quello di disunire ulteriormente le vecchie e le nuove classi dirigenti dei due vecchi partiti. Ma con questo clime voi credete che qualcuno al di fuori della polituica si avvicina a noi??? MA non scheziamo?!?




permalink | inviato da Giongio il 6/9/2008 alle 9:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

30 agosto 2008

Fine delle vacanze....

E' stata un'estate all'insegna del mare, del sole, delle belle cenette con i miei amici, insomma, una estate rilassante. Ora si ritorna a lavorare speriamo tanto, a fare il fantacalcio con quei disgraziati,  a discutere di politica, della mia città e della mia regione.
Sarà senza dubbio un autunno carico di avvenimenti e di impegni.
Come al solito spero vada tutto bene e tutti.




permalink | inviato da Giongio il 30/8/2008 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

10 agosto 2008

Buone Vacanze


 Buon relax a tutti.....




permalink | inviato da Giongio il 10/8/2008 alle 10:23 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

1 agosto 2008

Il PD metta realmente al centro i saperi il merito i talenti e l'innovazione

La Calabria ha davanti a sé delle sfide alte e articolate. Collocarsi nel mondo globalizzato, rafforzare il processo di integrazione comunitaria, ridare coesione tra i tanti pezzi che compongono il “collage sociale” della nostra regione: giovani e non, lavoratori precari e stabili, cittadini ed immigrati. Solo così sarà possibile ridare fiducia a ragazzi prigionieri degli assetti sociali a competere nella parte bassa e arretrata del mercato del lavoro, presi da una certa sfiducia - nelle proprie opportunità, in una regione, che cresce poco e re-distribuisce sempre in direzione degli interessi organizzati.
Una nuova politica allora dovrà essere in grado di costruire un rinnovato senso dell’essere calabresi e dovrà porsi una nuova missione collettiva rispetto al futuro della Calabria tutta.
Ecco perché penso che il Pd serva prima di tutto a questo. Nella sua azione politica e di governo regionale, dovrà misurare costantemente la sua sintonia con la nostra generazione quella dei ventenni e trentenni che oggi come non mai, ci scontriamo con problemi enormi dovuti a scelte fatte in passato.
Il PD dovrà saper intaccare e snodare le corporazioni della società calabrese, mettere realmente al centro i saperi, saper promuovere merito, talenti ed innovazione, liberando il lavoro dalle degenerazioni della precarietà, offrendo una prospettiva di imparzialità e sviluppo.
Ma con grande rammarico, da osservatore attento alla vita del PD calabrese, devo affermare che ad oggi il nostro partito non si è affatto contraddistinto per la sua discussione interna sulle tematiche da me appena citate: non si capisce bene infatti, né a chi questo PD calabrese rivolga la sua attenzione, né tanto meno come voglia farlo. Troppo impegnati i colonnelli ad occupare spazi e posizionare le proprie truppe cammellate. Troppo impegnati in discussioni che non interessano alla stragrande maggioranza dei cittadini calabresi, giovani, lavoratori e disoccupati, che il 14 ottobre scorso, avevano deciso di fare un pezzo della loro strada insieme a noi, nel Pd.
Già i tantissimi giovani in fila per votare alle primarie, oggi sono totalmente assenti dalla vita del partito: emblematica l’ultima assemblea regionale in cui forse l’età media sfiorava i 90 anni.
Non appare affatto una linea politica del partito, e se escludiamo l’intervista dell’on. Adamo sulle pagine di questo quotidiano, nessuno si pone il problema del perché si naviga a vista.
I tanti giovani che hanno partecipato in passato perché, per una volta, hanno avuto l’occasione di essere protagonisti. Tale protagonismo non credo vada disperso, ma valorizzato.
Per questi motivi e tanti altri ancora faccio un appello ai “dirigenti” del PD calabrese per aprire finalmente un dialogo con i giovani che continuano comunque a guardare con interesse al PD e che sarebbero in grado di dare quella carica di entusiasmo, passione politica ed innovazione, di cui tanto il partito necessita. Non con operazioni di facciata, ma con la creazione di nuovi spazi nel partito. Non ghettizzando i giovani, ma offrendo nella sostanza a questo nuovo grande partito l’opportunità di dare priorità al suo futuro e quello dei calabresi.

Giovanni Russo PD Calabria




permalink | inviato da Giongio il 1/8/2008 alle 0:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

8 luglio 2008

Concordo con il picconatore

"Veltroni è un perfetto doroteo: parla molto, e bene, senza dire nulla."

Francesco Cossiga




permalink | inviato da Giongio il 8/7/2008 alle 17:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

7 luglio 2008

Due Italie in Europa una in testa l'altra in coda

 Ha ragione Zapatero di compiacersi (Repubblica del 30/6 us) per i tanti successi conseguiti dalla repubblica iberica, esaltati dal paragone tra Roma e Madrid: "Per la prima volta - afferma infatti il sorridente premier - il nostro pil pro capite è in testa alla media europea. È ormai dimostrato che abbiamo superato l'Italia e accorciato le distanze rispetto a Germania, Francia e Inghilterra". Una constatazione basata su dati nazionali, che, peraltro, non hanno quasi più senso per l'Italia.
Premetto che non voglio affatto - sarebbe stupidissimo - contestare le medie internazionali, ma avanzare qualche riflessione sulla percezione distorta che queste finiscono per indurre sulla situazione reale del nostro singolare Paese.
Resta il fatto che nell'immaginario collettivo, nei mass-media, nei discorsi politici si parla di un Paese inesistente e non vediamo - e, quindi, non facciamo nulla per porvi rimedio - che l'Italia si è spezzata in due e che al vecchio divario tra Nord e Sud, temperato dalle politiche di intervento, dall'ampiezza delle Partecipazioni statali, dalla capacità di assorbimento della PA è subentrato un abisso, tra due realtà sempre più lontane.
La Fondazione Edison, che sotto la guida dell'economista Marco Fortis dedica documentati studi agli squilibri economico - territoriali, giudica che "nei prossimi anni il principale freno alla crescita del nostro Paese potrebbe venire proprio dal sempre più alto divario tra Nord-Centro e Sud che presenta ormai evidenze allarmanti. "Infatti, secondo recenti dati Eurostat, l'Italia del Nord vanta un pil pro capite superiore a quello del Regno Unito, mentre l'Italia centrale sorpassa quello di Paesi come la Svezia, la Germania o la Francia.
Per contro "il Mezzogiorno, con i suoi 20,7 milioni di abitanti costituisce in Europa la più gigantesca area di basso reddito, comparabile a quella rappresentata da Grecia e Portogallo presi assieme, con una popolazione di 21,6 milioni di abitanti, che hanno, peraltro un reddito medio pro capite più alto che nel nostro Sud.
"Non possiamo non chiederci quale unità esista più in uno Stato che comprende in sé un'ampia parte con la popolazione regionale a ricchezza diffusa più numerosa dell'Unione europea (i 24 milioni di italiani residenti nelle sette regioni del Nord e del Centro, con un reddito pro capite superiore del 25% a quello medio dell'Ue) e un'altra zona, tutte le 8 regioni del Mezzogiorno, con un reddito pro capite inferiore a quello Ue, di cui 4, con ben 17 milioni di abitanti, con un reddito pro capite inferiore al 75% di quello medio europeo. Certo, sempre nell'ottica di un recupero della realtà, non si può ignorare che il sommerso, soprattutto nel Sud, è ampiamente sottostimato nella contabilità nazionale. Così come non è valutato il flusso dell'economia criminale che indubbiamente genera ricchezza. Due dati invisibili, che se possono dare qualche conforto sul piano del reddito medio, comportano anche una negatività intrinseca per infiniti altri aspetti.
All'evidenza non percepita delle due Italie va allegata la verifica di un'altra verità profondamente rimossa: quella del peso decisivo dell'economia industriale manifatturiera nel successo consolidato del Nord Centro.
Dopo anni di stoltezze sul prevalere del terziario e sul tramonto dell'era metalmeccanica ci troviamo con alcuni dati strabilianti (sempre di fonte Edison): nel 2007 il surplus esportativo dei prodotti manifatturieri si è attestato a ben 51,2 miliardi di euro, un risultato inferiore solo al record assoluto del 1996 (54,4 miliardi di euro equivalenti) che però fruiva della svalutazione competitiva della lira e dell'ancor debole aggressività asiatica, Ma quel che più colpisce è la classifica europea per valore aggiunto manifatturiero (la differenza fra il ricavo dei prodotti e servizi venduti e il costo di quelli acquisiti per produrli): in testa figura la Lombardia e il Nordest (6,6 miliardi), seconda la Germania (5,5), terzo il Nord-Centro Italia, seguono l'Italia nel suo assieme, la Gran Bretagna, la Francia, Spagna, Grecia e Portogallo. Ultimo il Mezzogiorno (1,5).
Invito i lettori a discutere su questi fatti, su cosa ha significato la modifica del Titolo V della Costituzione e la rottura di una tradizione politica e storica basata sulla difesa dell'Unità d'Italia, della solidarietà tra Nord e Sud, di un Welfare unico dalle Alpi alla Sicilia. E ancora cosa ha comportato negare la centralità del lavoro operaio per sostituirla col precariato dei servizi come archetipo attuale di riferimento. Infine dove porta dipingere una Italia in declino, quando le Italie sono ormai due, una in testa, l'altra in coda all'Ue.

da Repubblica.it




permalink | inviato da Giongio il 7/7/2008 alle 19:5 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

5 luglio 2008

Ma quali firme!!??

Veltroni ha in mente di raccogliere 5 milioni di firme per dire no a questo governo....Boh io non credo sia una buona idea, anzi. Spero invece che questo partito inizi a radicarsi, ad aprirsi realmente a tutti, che inizi a fare politica vermente e che la smetta di mettere in campo solo slogan pubblicitari e basta. La gente non è in cerca del nuovo Berlusconi, l'Italia non nè ha assolutamente bisogno, l'Italia cerca disperatamente uno statista che sia veramente tale. Con tutta onestà nè Berlusconi, nè Veltroni ne sono all'altezza.
Forse è il caso che si inizi a fare un bel tesseramento nel PD e si ristabiliscano le regole della politica all'interno di questo che ancora non è un partito.
Altro che perdite di tempo per raccogliere inutilmente delle firme...

Giovanni




permalink | inviato da Giongio il 5/7/2008 alle 9:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

4 luglio 2008

Reggio: wireless gratuita attiva sul lungomare.

 A suo modo è una notizia storica e, per una volta, la notizia non sta nel fatto ma, rovesciando le procedure, nelle modalità di veicolazione della notizia stessa.

In tempo reale stiamo scrivendo dal lido “Il Papero beach exclusive club”, sul lungomare di Reggio, dove si sta sviluppando la conferenza stampa di presentazione della rete wireless dell’Amministrazione comunale.

Da oggi tutto il lungomare reggino, dove per tutta l’estate ogni sera

decine di migliaia di persone daranno vita alla movida reggina, è coperto dal segnale internet al quale possono già accedere gratuitamente migliaia di giovani e meno giovani.

Per come comunicato dall’Ufficio rete civica comunicazione on line del Comune di Reggio un servizio analogo, sul lungomare, in pieno centro, esiste solo nelle città di Miami e Barcellona.

Il servizio è stato presentato, in uno scenario insolito ed altamente significativo rispetto alla libertà di comunicazione che questa innovazione propone, dal Sindaco Scopelliti e dal consigliere comunale Giuseppe D’Ascoli



Questo è un giovane sindaco, che sia di destra a me poco importa!!!!!!

Giovanni




permalink | inviato da Giongio il 4/7/2008 alle 16:13 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

2 luglio 2008

Un esempio di buona amministrazione da seguire

 Ecco il paese senza cassonetti ricicla il 93% dell'immondizia
Il Comune di Piane Crati, in provincia di Cosenza sarà premiato da Legambiente per il "Riciclone 2008"


COSENZA - Non ci sono più cassonetti a Piane Crati, il Comune li ha eliminati da un anno. Non servivano più, erano antiestetici e poco igienici. Ora i rifiuti vengono ritirati direttamente a casa, con il porta a porta. Tanti piccoli contenitori, pieni di materiali rigorosamente selezionati. Riciclano tutto i pianesi, il 93% dell'immondizia è destinato a nuova vita. Carta, vetro, plastica, alluminio, metalli vari e rifiuti speciali, come le batterie, vengono inviati a centri specializzati. Poco, pochissimo, finisce in discarica.
Tanto che il 10 luglio prossimo, Michele Ambrogio, sindaco del piccolo centro (meno di duemila abitanti) alle porte di Cosenza, riceverà a Roma il premio "Riciclone 2008". Un riconoscimento nazionale ideato da Legambiente nel 1994 e patrocinato dal Ministero dell'Ambiente, che ogni anno seleziona l'ente locale che ha ottenuto il risultato migliore nella gestione dei rifiuti. La giuria, composta da esperti e aziende del settore, valuta una serie di parametri indicativi della sensibilità delle amministrazioni comunali. Le raccolte differenziate avviate a riciclaggio, ma anche gli acquisti di beni, opere e servizi, che abbiano valorizzato i materiali recuperati. Dati ricevuti dai comuni, ma verificati sul posto con i tecnici, i circoli ambientalisti territoriali, gli osservatori regionali e le Arpa regionali.
E' ovviamente soddisfatto il sindaco Ambrogio: "Un premio così importante dimostra che anche da un piccolissimo comune della Calabria e del Mezzogiorno possono giungere segnali positivi in materia di cultura ambientale".
Risultato "straordinario", per Legambiente nazionale, ma non semplice da raggiungere. A Piane Crati ci hanno lavorato per anni. Iniziando dalle scuole e promuovendo una fitta campagna d'informazione. "I bambini - spiega Ambrogio - sono stati fondamentali, il motore che l'amministrazione ha trovato all'interno delle famiglie". Poi sono arrivati anche i risultati economici, che non sono cosa da poco e che dimostrano come riciclare "oltre ad essere un atto di educazione civica, sia anche conveniente".
Fino a pochi anni addietro l'amministrazione portava in discarica oltre 40 tonnellate di spazzatura al mese per un costo che si aggirava intorno ai duemila euro, negli ultimi tempi invece i volumi si sono ridotti a meno di due tonnellate e il paese versa dai 12 ai 15 euro mensili. Spiega il sindaco: "I miei concittadini, hanno capito la lezione di Napoli e della Campania e intuito come attraverso una politica attenta e virtuosa della raccolta differenziata si possa arrivare a risparmiare fino al 20% delle tasse sui rifiuti".
E poi c'è la comodità, niente più sacchetti maleodoranti accumulati per strada, tutto viene ritirato a domicilio. E per le emergenze ci sono sempre le isole. Tre aree nelle quali è possibile lasciare i rifiuti che eccezionalmente vengono prodotti o che non possono restare in casa per più di un giorno.
Ora a Piane Crati si guarda al futuro, imparata la lezione del riciclaggio Ambrogio punta a far diminuire anche la quantità degli "scarti". "Il prossimo passaggio, che peraltro già sta dando buoni risultati in Toscana ed in Emilia, è quello di far pagare la tassa dei rifiuti sulla produzione reale. Per ora l'imposta è calcolata sui metri quadrati delle abitazioni, ma noi vogliamo iniziare a ragionare sulla quantità". Insomma meno sporchi, meno spendi.





permalink | inviato da Giongio il 2/7/2008 alle 16:41 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

27 giugno 2008

Ultime news dal nostro parlamento

Io non sono assolutamente un grillino, anzi , ma quando ci sono iniziative del genere un pò di fastidio lo provo...


Sull’Espresso di qualche settimana fa c’era un articoletto che spiega che recentemente il Parlamento ha votato all’UNANIMITA’ e senza astenuti (ma và?!) un aumento di stipendio per i parlamentari pari a circa Euro 1.135,00 al mese.

Inoltre la mozione é stata camuffata in modo tale da non risultare nei verbali ufficiali.

STIPENDIO: Euro 19.150,00 AL MESE;

STIPENDIO BASE: circa Euro 9.980,00 al mese;

PORTABORSE: circa Euro 4.030,00 al mese (generalmente parente o familiare);

RIMBORSO SPESE AFFITTO: circa Euro 2.900,00 al mese;

INDENNITA’ DI CARICA: (da Euro 335,00 circa a Euro 6.455,00); TUTTI ESENTI DA TASSE

+

TELEFONO CELLULARE: gratis;

TESSERA DEL CINEMA: gratis;

TESSERA TEATRO: gratis;

TESSERA AUTOBUS - METROPOLITANA: gratis;

FRANCOBOLLI: gratis;

VIAGGI AEREO NAZIONALI: gratis;

CIRCOLAZIONE AUTOSTRADE: gratis;

PISCINE E PALESTRE: gratis;

FS: gratis;

AEREO DI STATO: gratis;

AMBASCIATE: gratis;

CLINICHE: gratis;

ASSICURAZIONE INFORTUNI: gratis;

ASSICURAZIONE MORTE: gratis;

AUTO BLU CON AUTISTA: gratis;

RISTORANTE: gratis (nel 1999 hanno mangiato e bevuto gratis per Euro 1.472.000,00).

INOLTRE: Intascano uno stipendio e hanno diritto alla pensione dopo 35 mesi in parlamento mentre obbligano i cittadini a 35 anni di contributi ( per ora!!!);

Circa Euro 103.000,00 li incassano con il rimborso spese elettorali (in violazione alla legge sul finanziamento ai partiti), più i privilegi per quelli che sono stati Presidenti della Repubblica, del Senato o della Camera. (Es: la sig.ra Pivetti ha a disposizione e gratis un ufficio, una segretaria, l’auto blu ed una scorta sempre al suo servizio);

La classe politica ha causato al paese un danno di 1 MILIARDO e 255 MILIONI di EURO.

La sola camera dei deputati costa al cittadino Euro 2.215,00 al MINUTO !!

Far circolare…….


Bravi  a tutti!!!!




permalink | inviato da Giongio il 27/6/2008 alle 15:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

23 giugno 2008

Il popolo cattolico disperso in politica

 Le recenti elezioni, d'altra parte, sottolineano come, dopo la Dc, sia finita anche l'era dell'unità politica dei cattolici. In modo, forse, definitivo. Lo mostrano i dati dell'indagine condotta dal Laboratorio di Studi Politici dell'Università di Urbino (LaPolis) nelle settimane successive al voto (campione nazionale di oltre 3300 casi). I cattolici confermano, come nel recente passato, di essere orientati prevalentemente a centrodestra. Il 34% di coloro che frequentano assiduamente la messa domenicale ha, infatti, votato per Veltroni (il 30% per il PD); il 48% per Berlusconi (il 41% PdL).

Tuttavia, la differenza rispetto al totale dei votanti non è eccessivo. Fra i cattolici praticanti, infatti, il Pd ottiene 3 punti e mezzo in meno rispetto a quanto avviene fra i votanti nell'insieme. Il contrario del PdL. Tuttavia, conviene rammentare che quanti vanno regolarmente a Messa (secondo l'Osservatorio socio-religioso triveneto, diretto da Gian Antonio Battistella e Alessandro Castegnaro) costituiscono una quota di poco inferiore al 30% della popolazione. Per cui, rispetto al risultato ottenuto dal Pd e dal PdL fra i votanti nel complesso, la differenza espressa dal voto dei cattolici praticanti si riduce a circa l'1%
L'Udc, da parte sua, ha effettivamente intercettato una quota di cattolici quasi doppia rispetto al proprio peso elettorale. Il 10% dei cattolici praticanti assidui. Che, però, sul totale dei voti validi, significa non più del 3%. Poco per garantire ai cattolici peso e rappresentanza. Anche perché, comunque, il 90% dei cattolici ha votato diversamente. Dati molto simili emergono da altre ricerche (Itanes, nella parte curata da Luigi Ceccarini; dati Ipsos, nelle analizzati da Paolo Segatti e Cristiano Vezzoni).

Anche per questo riteniamo che i progetti neocentristi volti ad allargare la base elettorale dell'Udc non produrranno effetti significativi. Visto che la presenza radicale nel Pd non pare averne indebolito la capacità di attrarre il voto cattolico. Peraltro, nella base elettorale dei principali partiti (Udc esclusa), i cattolici praticanti costituiscono una porzione significativa, ma minoritaria. E, sui temi sociali ed etici, esprimono posizioni maggiormente vicine alla parte politica di riferimento piuttosto che alla Chiesa.

Semmai, la preferenza per il Centrodestra appare molto più evidente fra i cattolici che esercitano la pratica religiosa in modo saltuario. Una componente, peraltro, ampia degli elettori (circa un quarto del totale), poco sensibile agli insegnamenti ecclesiastici. Animati da grande fiducia nella Chiesa, questi cattolici interpretano e praticano una religione secolarizzata e privatizzata. Più simile al "senso comune" che a una professione di fede esercitata con coerenza.

L'influenza della Chiesa, per essere davvero influente, deve rivolgersi in particolare a questo popolo di "fedeli tiepidi". Peraltro, più tradizionalisti e orientati a destra, sui temi etici ma anche sociali. Tuttavia, la "missione" perseguita da Benedetto XVI non dimostra indulgenza verso il relativismo religioso ed etico. Al contrario, mira a recintare il "campo religioso", tracciando confini chiari fra la verità dei cattolici e quella degli altri. Per questo potrebbe avvenire che la Chiesa abbandoni la via extraparlamentare. Che la gerarchia cattolica concentri la propria pressione (e la propria "missione") sulla politica e i politici. Cattolici e non. Ma, ancor prima, sugli stessi cattolici. Soprattutto, i più "relativi". Per rafforzare il potere di rappresentanza della Chiesa. E, forse prima ancora, per "educarli". Per trasformare la loro fede da relativa in assoluta.




permalink | inviato da Giongio il 23/6/2008 alle 9:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 giugno 2008

Le 25 città ideali, l'Italia non c'è

Le classifiche delle città più interessanti, più attraenti, con la migliore qualità della vita, più visitate dai turisti, più ospitali per il business, più eccitanti per il popolo della notte e chi più ne ha più ne metta, sono uno dei tic del nostro tempo: a volte utili, altre volte solo uno spunto per riflettere, quasi un gioco di società. Adesso ce n'è una nuova, compilata dal mensile Monocle, "a briefing on global affairs, business, culture & design" recita il sottotitolo della testata, una sofisticata rivista britannica, fondata poco più di un anno fa da alcuni dei più noti giornalisti nazionali. Propone la graduatoria delle "25 città più vivibili" del mondo, e ha l'arguzia, oltre che l'ardire, di stabilire dei criteri un po' eccentrici: le solite statistiche, sì, ma anche quello che per la sua redazione è importante, come la bassa criminalità, buon scuole e buoni ospedali pubblici, tolleranza verso la diversità e quel "certo non so che", come diremmo noi in italiano, che spinge il trend di un luogo verso l'alto anziché verso il basso.
Così ne viene fuori un elenco che, se in parte è prevedibile e rispetta il canone di quello che ci si può aspettare, per certi aspetti è sorprendente e originale. Per cominciare, mancano due metropoli che di solito sono sempre in tutte le classifiche di questo tipo: New York e Londra. Troppo costose, troppo classiste, troppo orientate su istruzione e sanità privata (buona se paghi, tremenda se ti affidi allo stato), forse entrambe hanno vissuto il proprio "magic moment". Restano "cool", alla moda, tutti i turisti ci vogliono andare in vacanza (specie se sono turisti italiani), ma appunto rischiano di perdersi qualcosa di meglio, che è altrove. E poi il punto della lista di Monocle non è trovare le città più affascinanti per i turisti ma quelle dove vivono meglio i residenti: quelli che ci passano 365 giorni, non una settimana.
Ecco allora la graduatoria. In testa Copenaghen, capitale della Danimarca: bella, intelligente, proporzionata, a misura d'uomo, con senso dell'umorismo, sensibile ai problemi dell'ambiente, con buoni trasporti, buone scuole pubbliche, buoni ospedali, buoni ristoranti, poco crimine (6 omicidi l'anno), grande cultura e meno pioggia e freddo di quanto uno (specie se è italiano) si aspetterebbe. Una città a misura d'uomo, con tanto verde ma anche tanti incentivi per il business. Shakespeare sbagliava: non c'è del marcio in Danimarca.
Al secondo posto Monaco di Baviera: stretta tra il boom di Berlino e i progressi di Dresda, sembrava candidata a entrare in crisi, invece rimane la più vivibile, divertente, cosmopolita città tedesca. Al terzo, a sorpresa, Tokyo: una megalopoli che funziona come un orologio svizzero, veloce e lenta al tempo stesso, capace di smentire gli stereotipi su se stessa. Poi seguono i "soliti noti", ovvero le città che sono note per la loro buona qualità della vita: Zurigo e Vienna (per restare in tema con gli Europei di calcio), Helsinki e Stoccolma (la dolce vita nordica), Vancouver e Montreal, Sidney e Melbourne (tutti vorrebbero vivere in Canada e Australia, se non fossero uno freddo e l'altra lontana), Madrid e Barcellona (la Spagna di Zapatero - speriamo anche non quella di Villa&Torres).
Altre sorprese: Honolulu (non solo spiagge e surf - ma vale per le Hawaii il discorso dell'Australia, tutti vorrebbero viverci se non fossero così distanti). Poi, Fukuoka. Sì avete letto bene, non è un errore di stampa: Fukuoka. Provate a dire dov'è. Non lo sapete? Non l'avete mai sentita nominare? Confesso: neanch'io. Comunque è in Giappone, è la capitale dello shopping e ha le misure giuste. Infine, Minneapolis: la città emergente degli Stati Uniti.
In classifica ci sono anche Parigi (10mo posto), Amsterdam (18esimo), Kyoto (20esimo), seguita da Amburgo, Singapore, Ginevra, Lisbona e Portland (quella dell'Oregon, una specie di San Francisco un po' più settentrionale). A proposito, San Francisco è un'altra assenza di rilievo dall'elenco. E magari vi siete accorti che manca pure qualcun altro: una città italiana. Non ci sono né Roma, né Milano. Siamo, insieme alla Grecia, l'unica grande nazione europea assente dall'elenco.
Un altro segno di declino per il nostro paese? La consolazione è che la prima delle non-elette è Genova. Forse l'anno prossimo, scrivono i redattori di Monocle, sarà entrata fra le "top 25", così come le altre "quasi" classificate: Buenos Aires, Istanbul, Beirut e Phnom Penh. Le venticinque città più vivibili del mondo + altre 5: resta solo da decidere in quale trasferirsi.


da repubblica.it




permalink | inviato da Giongio il 21/6/2008 alle 15:8 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

21 giugno 2008

Ma il PD in Calabria dovè?

Ormai da giorni mi chiedo se questo mix di ex dirigenti DS ed ex dirigenti DL riusciranno mai a creare un vero e proprio partito. Da giorni mi chiedo, insieme ad giovani amici calabresi e non se mai ci sarà un partito in cui anche noi riusciremo ad incidere.
In Calabria non sono ottimista a tal riguardo, visto che tutti i "big" sono impegnati a litigare tra di loro , dimenticando completamente le sorti del partito, che ormai viene quasi considerato una sorta di proprietà privata ancor di più delle amministrazioni guidate dai "nostri", si fa per dire, amministratori.
Io stesso ho difficoltà nel capire quali siano i principi a cui si ispira il PD calabrese, a quale classe sociale si indirizza,quele sia il progetto per una nuova Calabria. Insomma credo sia veramente arrivato il momento di lavorare seriamente per il partito e per la Calabria e non per la ricandidatura di tizo o di caio, o per occupare questo o quello spazio di potere.
Attenzione perchè i calabresi potrebbero punirvi sonoramente, aldilà del fatto se o meno il centro destra è organizzato.
Il caso Sicilia deve rappresentare un campanello d'allarme serio per tutta l'attuale" classe dirigente" del PD calabrese.
Allora si dia realmente spazio alle nuove leve, si dia la possibilità a chi ne ha veramente voglia, passione e capacità di costruire un partito veramente riformista.
Abbiano coloro i quali ormai non hanno più niente da dare, il coraggo di mettersi da parte.
Il PD calabrese ha un bisogno assoluto di una classe dirigente veramente nuova!!!


Giovanni Russo




permalink | inviato da Giongio il 21/6/2008 alle 9:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
sfoglia
novembre